Negli ultimi mesi, attraverso i libri pubblicati da Neverend, abbiamo attraversato mondi molto diversi: il fantasy, la fantascienza, il cinema, il gioco, il mito, la cultura pop. Sempre seguendo un’idea precisa: che l’immaginario non sia evasione, ma uno strumento per leggere il presente. A un certo punto, però, ci siamo resi conto che mancava ancora qualcosa. Le storie. Per questo, durante il Salone Internazionale del Libro di Torino, nel corso dell’incontro che ha visto protagonisti Riccardo Bruni e Stefania Crepaldi, abbiamo ufficializzato l’avvio del percorso narrativo di Neverend. È stato un momento bello e partecipato, arricchito dalla presenza di diversi autori della nostra casa editrice e da un confronto aperto sul ruolo della narrativa oggi, tra immaginario, memoria e desiderio di raccontare il presente attraverso nuove forme di racconto.
La nostra non sarà una narrativa chiusa dentro confini troppo rigidi. Non ci interessa costruire etichette rassicuranti o inseguire semplicemente il genere in quanto tale. Quello che cercheremo saranno storie capaci di lasciare un segno: romanzi che abbiano immaginazione, visione, atmosfera, senso dell’avventura, ma anche qualcosa da dire sul mondo che abitiamo. Ci saranno mondi immaginari, contaminazioni, percorsi obliqui, territori di confine. Perché è proprio lì, spesso, che nascono le narrazioni più vive. Spazio al fantastico, quindi, in tutte le sue declinazioni. Ma non solo. Saranno le storie la materia prima del nuovo progetto.
In questo percorso ci accompagnerà Stefania Crepaldi, autrice e editor di esperienza, che seguirà i manoscritti affiancando agli autori. Per ora siamo ancora all’inizio. I tempi dell’editoria indipendente richiedono pazienza, ascolto e cura. Continueremo a pubblicare pochi titoli, scelti con attenzione, cercando di costruire un catalogo coerente più che inseguire le uscite. Ma era arrivato il momento di aprire anche questa porta. Perché, in fondo, Neverend è nata proprio da qui: dalla convinzione che le storie contino ancora. E che possano ancora aiutarci a immaginare il mondo in modo diverso.


